Quello che è successo in Islanda potrà mai accadere in Italia? La condanna banche islandesi apre nuovi scenari

L’Islanda ha riconosciuto nove banchieri (le banche principali) colpevoli e li ha condannati a decenni di carcere per reati connessi alla crisi economica del 2008.

 Giovedi, 6 ottobre 2017,infatti , la Corte Suprema islandese ha emesso un verdetto di colpevolezza per manipolazione del mercato, dopo un lungo processo che ha avuto inizio nel mese di aprile dello scorso anno.

Kaupthing, la più grande banca islandese, leader a livello internazionale, con sede a Reykjavik si è sviluppata a livello internazionale per anni, ma è crollata nel 2008 sotto il peso di enormi debiti, paralizzando l’economia della piccola nazione. 

L’Islanda ha adottato una strategia del tutto diversa da quella dell’Europa , degli Stati Uniti e del Regno Unito.

Mentre i governi americani/europei salvano le loro grandi banche con i soldi dei contribuenti, commutando multe simboliche ai banchieri , l’Islanda ha adottato un approccio diverso, dicendo che avrebbe lasciato fallire le  banche, eliminando e punendo i criminali che hanno portato queste banche sul lastrico.

Soprattutto, l’Islanda, ha scelto di proteggere i risparmi dei cittadini chiedendo alla giustizia che i banchieri colpevoli fossero soggetti alle stesse leggi alle quali sono soggetti tutti.

Così, l’ex direttore della banca Kaupthing, Már Sigurðsson Hreiðar, che era già stato condannato e imprigionato lo scorso anno, ha visto ora prolungare la sua prigionia di altri sei mesi.

Secondo l’Islanda Monitor, i nove banchieri sono stati riconosciuti colpevoli di reati legati alla finanza: acquisti abusivi di azioni e vendita con l’inganno di azioni truffa ai propri clienti, esattamente come è successo in Italia con Banca Etruria, giusto per fare un esempio (dove proprio in questi giorni i responsabili sono stati invece tutti assolti).

L’approcio irlandese

Questi fatti rappresentano solo l’ultimo giro di vite dell’Islanda in merito al crollo economico. Le autorità hanno condannato i padroni delle banche, gli amministratori delegati e i funzionari governativi per reati che vanno dall’insider trading alla frode, al riciclaggio di denaro e violazione di diritti da parte di funzionari. Nel frattempo, l’economia, che nel 2008 era crollata, oggi è ripartita alla grande, dopo aver lasciato le sue banche fallire, e imponendo controlli sui capitali a protezione dei propri cittadini. 

L’anno scorso, perfino il Fondo Monetario Internazionale aveva riconosciuto che l’Islanda era tornata in ripresa economica “senza compromettere il suo modello di welfare”, e soprattutto senza punire i suoi cittadini per reati commessi dai suoi banchieri.

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