La crisi economica spiegata in maniera semplice

Che cos’è la crisi economica? Com’è nata?

Quali sono i rischi che stanno correndo l’Europa e l’Italia?

L’attuale crisi economica finanziaria che stiamo affrontando e’ iniziata nell’estate 2007, con lo scoppio della bolla dei mutui subprime negli USA.

Si tratta di mutui immobiliari che interessano una particolare categoria di persone, con un più alto rischio d ‘insolvenza.

Prestare soldi a queste persone richiede un rischio maggiore per gli istituti di credito.

Dopo il 2001 molti americani stipularono contratti subprime ad un costo molto basso ed a tasso variabile.

Il mercato immobiliare era fiorente ed  il debito verso le banche, in caso di insolvenza, sarebbe stato garantito dalla casa. 

Tuttavia, dopo il 2003, molte persone diventano  insolventi, le banche incominciano a pignorare case per recuperare il denaro prestato.

Comincia un circolo vizioso per cui la continua messa in vendita di case pignorate porta a un aumento dell’offerta nel mercato immobiliare, mentre la domanda cala.

La conseguenza è un abbassamento drammatico della valutazione degli immobili, che mette in crisi l’intero sistema bancario.

L’aumento del prezzo petrolifero peggiora la situazione già incandescente..

Inizio della recessione

La crisi economica ha inizio e si entra in recessione.

Per sopperire alla mancanza di denaro causata dalla sofferenza e fallimenti degli istituti di credito, le banche centrali di tutto il mondo iniziano  ad immettere grandi capitali nel sistema bancario internazionale, cercando di contenere il disastro.

In tanti ricorderete il default dell’americana Lehman Brothers, una della più grande bancarotta nella storia degli USA.

Il detto troppo grandi per fallire comincia a sgretolarsi.

Gli effetti della crisi finanziaria in Europa sono stati meno devastanti rispetto agli Stati Uniti.

 

Preoccupante era la situazione di alcuni paesi che prendono il nome di PIGS

Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia, Spagna caratterizzati da un debito pubblico molto elevato rispetto al PIL (Prodotto Interno Lordo) che consisteva in un forte indebitamento con l’estero ed allo stesso tempo una scarsa competitività.

 In pratica, quando uno stato spende più di quanto ha a disposizione, aumenta il suo debito pubblico e questo presuppone che qualcuno (ad esempio uno Stato Estero) gli presti denaro.

Le agenzie di Rating

E qui entrano in gioco le agenzie internazionali di Rating.

Si tratta di agenzie che analizzano e giudicano bilanci e prospettive di sviluppo di nazioni ed aziende.

Il risultato è una valutazione (rating) utilizzabile a discrezione dagli investitori.

Il rating è un indicatore per capire se uno stato sia in grado di restituire un prestito, generalmente un declassamento del rating  implica un aumento dei tassi di interessi dei prestiti in corso a causa del  maggior rischio di non vedere restituito il capitale finanziato.

Quando un paese si trova in difficoltà e non vuole andare in bancarotta si trova costretto a pagare interessi più alti, altrimenti gli investitori si rivolgeranno altrove, magari verso Stati dove sono piu’ sicuri di essere remunerati anche se con interessi piu’ bassi.

Ne sa qualcosa la Grecia, non riescono a salvare la Repubblica Ellenica né i pacchetti di aiuti dell’Unione Europea né le manovre effettuate dal governo ( tagli alla spesa pubblica, nuove  imposte, privatizzazioni di massa e la messa in mobilità di dipendenti pubblici) 

Meglio e’ stato per l’Irlanda, dove la crisi ha colpito un settore finanziario cresciuto troppo velocemente nel decennio precedente.

Anche il Portogallo, con problemi di una classe politica poco innovativa e crisi produttiva era a rischio Default, ma gli aiuti dell’UE hanno evitato il peggio..

Chi e’ riuscita ad uscire dalla recessione da sola è la Spagna, grazie a riforme sul mercato del lavoro, tagli e privatizzazioni.

La situazione Italiana

In una situazione anomala si trovava l’ Italia.

Il nostro avanzo primario era positivo, ma il debito pubblico accumulato era tra i piu’ alti al mondo. 

Lo stato spende in servizi e opere pubbliche meno di quanto guadagna dalle tasse.

A pesare è infatti la spesa per gli interessi del nostro enorme debito pubblico, frutto di politiche adottate in passato.

Il nostro paese ha una forte incapacità gestionale, l’ inefficenza regna in moltissimi settori produttivi.

L’economia agricola si basa su fondi pubblici, ci sono carenze strutturali , impedimenti sulla libertà d’ impresa ed  il mercato del lavoro è bloccato.

Non si prende in considerazione il commercio con l’estero.

L’evasione fiscale è molto diffusa

La nostra classe politica è incapace di adottare riforme che permettano un reale cambiamento.

Tutto questo non genera interesse da parte di investitori e puo’ solamente ispirare un futuro tutt’altro che roseo.

Infatti la crisi economica è ancora attuale e da cio’ deriva la necessità del risparmio. 

 

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