COME SANARE IL DEBITO PUBBLICO? 

Può essere sanato? Si come sanare il debito pubblico è molto semplice.

Diverse scuole economiche odierne e del passato presentano una soluzione che è supportata da esempi storici concreti:

QUANDO LO STATO NECESSITA DI DENARO PER LE SUE USCITE , LO STAMPA.

Ovvero, quando lo Stato necessita di denaro per le sue uscite, lo stampa da sé, invece di ricorrere ad una banca centrale privata (Banca d’Italia, BCE, FED) o di chiederlo in prestito ad un ente finanziario privato.

Questa soluzione è alquanto sorprendente, tuttavia i cittadini non sembrano mostrare alcun interesse, nonostante la crisi.

Esistono varie biblioteche che contengono testi scientifici e studi accademici che approfondiscono ogni aspetto economico e politico di questa teoria, smentendo una a una ogni sua critica.

È così in ogni parte del mondo?

Al giorno d’oggi, in tutti i paesi occidentali e nella maggior parte degli altri.

Quando lo Stato necessita di denaro, deve imporre maggiori tasse o deve chiederlo in prestito alle banche

 Con la conseguente creazione del debito ed incapacità di sanare il debito pubblico esistente.

Dunque la Banca Centrale (privata, anche se per esempio in Italia, come previsto dalla Costituzione, dovrebbe essere pubblica).

 Stampa il denaro necessario in cambio di titoli e lo cede allo Stato.

Nella UE questa azione è ora di competenza della BCE (una banca privata).

I titoli da risparmio comprati dai cittadini privati sono solo una piccola parte del debito pubblico.

 Come sanare il debito pubblico con questa manovra che è completamente assurda.

La Banca Centrale (privata) pretende un interesse su questo prestito.

Inoltre descrive questa cessione di moneta come debito dello Stato nei confronti di sé stessa al valore nominale, non al reale costo tipografico.

Dunque, ogni moneta da 1 euro viene attribuita ad 1 euro, invece che, supponiamo, 10 centesimi tra metallo e lavorazione, e ogni banconota da 100 euro viene attribuita a 100 euro invece che a 1 centesimo di costo di stampa tipografica.

Facendo un esempio, sarebbe come se un tipografo che stampasse i biglietti dello stadio, il cui prezzo per l’ingresso fosse 20 euro, emettesse allo società di gestione dello stadio una fattura di 20 euro a biglietto, al posto del reale costo di tipografia.

Inoltre, si somma anche l’interesse che viene domandato allo Stato.

Quando il denaro viene chiesto in prestito non alle banche centrali ma agli enti finanziari speculativi.

 Questo interesse tocca valori da usura. Così facendo, il debito pubblico moltiplica in modo esorbitante.

Se lo Stato ponesse fine a questa pratica insensata, e si stampasse direttamente, non ci sarebbe il debito pubblico.

Facciamo subito una grande precisazione:

Il denaro viene stampato secondo un controvalore fisico?

 Le banche centrali non stampano il denaro secondo un controvalore metafisico o reale cui esso dovrebbe coincidere o adeguarsi.

Non funziona più così da quando non si converte più il denaro in oro (in Italia, per esempio, dal 1935; negli Usa dal 1971).

Le banche centrali stampano denaro senza motivo, poiché questo processo non costa loro nulla.

Normalmente non è neanche stampato.

 L’inflazione non è creata dal fatto che viene stampato denaro e questo lo possiamo notare ogni giorno.

 Poiché il denaro occorrente viene stampato producendolo dal nulla.

Solo che al giorno d’oggi lo stampano le banche centrali private invece che gli Stati stessi.

Chiedendo un pagamento immotivato agli Stati, ossia ai cittadini.

Se lo Stato riuscisse a stampare da sé il denaro occorrente, non avrebbe nessun costo e non ci sarebbe il problema di come sanare il debito pubblico.

 Questo metodo è sempre stato demenziale , un inutile regalo alle banche private.

Presenta proporzioni inaccettabili dal momento in cui non é neanche più la banca centrale privata a stampare.

Infatti in Italia nel 1981 è stato riconosciuto che non è più la banca centrale a dare in prestito il denaro allo Stato.

Ma sono gli enti finanziari speculativi, con interessi vertiginosi.

 Mentre oggi la Banca Centrale Europea (privata) deve essere l’unica a stampare denaro.

 Aumentando in modo sconvolgente i debiti pubblici degli Stati senza nessuna ragione.

 La motivazione c’è : le banche private hanno sempre guadagnato su questo.

E in Italia?

Per esempio, lo Stato Italiano, senza contare il risparmio dei cittadini privati, non avrebbe mai nemmeno avuto necessità di vendere titoli in borsa per finanziarsi, poiché dal 1992 al 2008 ha sempre ottenuto un avanzo primario, ovvero, togliendo gli interessi, ha sempre ricavato più tasse di quanto ha sborsato:

quindi disponeva di denaro a sufficienza per stipendiare tutti i suoi collaboratori pubblici

acquistare la merce che gli serviva, fare i lavori di cui c’era bisogno.

Immettere nel mercato le obbligazioni è stato solamente un modo astuto per far utili alle banche.

Essi sono gli unici istituti che propongono e supportano questo sistema quasi da strozzinaggio:  

La monetizzazione deve rapportarsi solamente al lavoro per cui viene dato come retribuzione.

Questi soldi devono essere creati dallo Stato dal nulla, senza alcun costo per lo Stato stesso.

Esso è assoluto e supremo e quindi motivato a dare in stampa denaro per i suoi cittadini e per sé stesso.

La somma di denaro che si crea dovrebbe essere in proporzione a quello che sarebbe necessario per i finanziamenti e i beni e i servizi che derivano da questi investimenti damdo la sua copertura economica (ciò che denominiamo “lavoro”).

Questa soluzione non cade dall’alto, ma è stata giá intrapresa svariate volte da alcuni paesi.

Dove quando è gia’ stata attuata questa soluzione?

L’America diventò una potenza mondiale stampando la proprio moneta da sé necessaria per le spese pubbliche per oltre un secolo (fino al momento in cui I finanzieri americani si arrogarono tale diritto e i politici glielo concessero senza senso )

L’isola di Guernsey dal 1816 ai giorni nostri stampa da sé il denaro occorrente.

la Germania nazista diventò talemente ricca e prospera grazie a questa manovra, che dopo la sconfitta, alla fine della guerra, non aveva traccia di debito pubblico.

Mentre gli Usa e alleati avevano un debito pubblico alle stelle, il presidente Lincoln adottò questo metodo e lo fece anche Kennedy facendo stampare allo Stato il denaro occorrente alle spese pubbliche.

 Alcuni paesi arabi lo fanno tutt’ora anche l’Impero Saraceno lo ha fatto, e anche la Cina.

Vantaggi?

 Il debito pubblico e le tasse non ci sarebbero se lo Stato non desse alle banche i proventi di questo sistema (signoraggio).

Non avremmo bisogno delle tasse, perché lo Stato potrebbe pagare le proprie spese con il denaro che stampa da sé, il cui valore è uguale al lavoro da cui riceve un compenso. 

Tutto ciò sarebbe perfettamente in linea con l’idea di un’Unione Europea stabile e democratica.

Un ente di controllo potrebbe monitorare il conio della moneta corretta e necessaria ai singoli Stati, al di là di ogni interferenza delle banche private.

Sarebbe utile demolire i pilastri ingiusti e antidemocratici della struttura economica e politica contemporanea, attraverso una drastica rivoluzione non violenta ma necessaria per la creazione di una società corretta e umana.

Teniamo a mente che il Medioevo ha mantenuto immutati privilegi e ha perpetrato soprusi inamissibili per oltre mille anni.

Nonostante questo,classi di intellettuali, religiosi, e ovviamente di uomini di potere hanno difeso questi privilegi e hanno preteso che rimanessero immutabili.

Parlando di eventi storici più moderni, anche l’apartheid é stato difeso per molto tempo.

I diritti di voto negati alle donne o altro.

Oggi, la conoscenza è riuscita a cambiare le coscienze degli uomini.

Tuttavia esistono organismi sociali evidentemente enigmatici e antiquati.

Siamo certi però che in un futuro prossimo verranno considerati illegittimi anche il sistema del debito pubblico e l’attuale sistema di tassazione.

Idem la cattiva gestione del potere di governo da parte delle banche private anche se ora le teorie a essi contrarie saranno ostacolate e sbeffeggiate da chi ha interesse a mantenere lo status quo invece di preoccuparsi di come sanare il debito pubblico.

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