In Italia si tende ad acquistare la casa perché viene considerato un modo per non buttare i soldi e per ritrovarsi poi un capitale. Non sempre è possibile acquistare casa e a volte capita di essere obbligati ad affittare un appartamento anziché acquistarlo. Questo perché magari si sceglie di vivere in un’altra città per un tempo limitato.

Il costo dell’affitto può incidere molto sul bilancio economico di una famiglia o della singola persona. Spesso si può far fatica a pagarlo con una certa regolarità e a volte non si riesce proprio. Allora è bene pensare a come procedere nel caso di impossibilità a pagare e cosa succede se non pago l’affitto di una casa?

Parlando di affitto di una casa, e non di immobili commerciali, a seconda che si tratti di una famiglia con figli o che sia una singola persona, la situazione può essere diversa. Così come le tutele che la legge offre anche agli affittuari.

La normativa italiana prevede che se non si paga l’affitto entro venti giorni dalla scadenza concordata in fase di contratto, questo può essere sciolto. Infatti, sempre secondo la legge, il proprietario dell’immobile può chiedere di lasciare la casa e ovviamente di risarcire le mensilità che non sono state date. La richiesta di lasciare l’immobile da parte del proprietario viene chiamata intimidazione di sfratto. Un inquilino può rifiutare di lasciare la casa ma è possibile che il proprietario decida di procedere per vie legali tramite un processo. Prima di arrivare alle via legati sarebbe meglio e giusto trovare un metodo per estinguere il debito.

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Le vie legali

Il mancato pagamento delle mensilità concordate per l’affitto non comporta solamente la possibilità di essere sfrattati ma può portare ad un azione legale per il recupero di ciò che è dovuto. Questa procedura viene gestita con un decreto ingiuntivo. Nel decreto ingiuntivo possono essere richieste anche le spese legali che il locatore, proprietario dell’immobiliare, ha sostenuto per riavere i soldi persi. 

Nel caso il proprietario dell’immobile abbia intimato lo sfratto, questo può essere abolito se l’inquilino paga la rata o le rate mancanti prima che il giudice abbia dato l’ultima udienza. La normativa permette dunque di sanare la situazione per evitare di essere sfrattati anche quando la procedura legale è ormai stata strutturata.

Lo sfratto è una scelta del proprietario ma nel caso questo venisse concesso, non è che l’immobile dovrebbe essere lasciato immediatamente. Infatti ci sono dei tempi tecnici che vi permetteranno di vivere ancora qualche tempo nella casa  e di poter trovare delle soluzioni per uscire da questa situazione.

Tirando le somme

In genere si può chiedere al giudice di dare una proroga ulteriore di 90 giorni per pagare il debito che avete con il proprietario immobiliare. Ovviamente in questi 3 mesi potete continuare a vivere li e cercare i soldi necessari. Successivamente, se non riuscite a pagare il debito, purtroppo dovrete andarvene ma prima dovrete attendere la data dell’udienza che il giudice avrà stabilito e potranno passare ancora dei mesi.

Esistono molti casi in cui l’affitto viene richiesto senza la presenza di un contratto regolarmente registrato, ovvero in nero. In questo caso, la situazione cambia. Infatti il contratto di locazione serve a tutelare ambedue le parti e nel caso di mancato pagamento dell’affitto, tutela maggiormente il proprietario di casa.

In assenza di un contratto di affitto, la legge considera nulla ogni pretesa e quindi l’inquilino può anche decidere di non pagare perché la legge non gli richiederà mai nulla e il proprietario non potrà neppure avvalersi della prassi di sfratto degli inquilini.