Le criptovalute, che comprendono monete virtuali quali Bitcoin ed Ethereum solo per citarne alcune, sono sempre più diffuse, soprattutto per effettuare transazioni con Paesi esteri. Tuttavia il rapporto tra le criptovalute e le tasse può non essere completamente chiaro e alcuni contribuenti potrebbero temere di trovarsi ad evadere il Fisco a causa delle proprie compravendite effettuate in questo modo.

In effetti, nel momento in cui ci si occupi di utilizzare queste monete sarà necessario considerarle al pari del denaro “vero” e ogni tipo di transazione dovrebbe essere comunque dichiarata nel caso in cui rientri nella propria attività professionale (ad esempio per il pagamento di una fattura). Vediamo, quindi, come inquadrare una criptovaluta a livello fiscale e come pagare le proprie tasse senza timori.

Criptovalute e tasse per le persone fisiche

Le persone fisiche, cioè chi non costituisca un’azienda, possono tranquillamente utilizzare le criptovalute e dovrebbero sapere come muoversi dal punto di vista fiscale. Nel nostro Paese i Bitcoin e tutti gli altri tipi di moneta virtuale sono considerati legali ed utilizzabili senza timori. In particolare, le si considera come valute estere, al pari di Dollari e Sterline.

Per quanto riguarda il rapporto tra criptovalute e tasse è intervenuta, per offrire un chiarimento generale, l’Agenzia delle Entrate che ha emesso la risoluzione 72/E. Con questa l’Agenzia ha affermato come la moneta virtuale non sia imponibile a livello delle plusvalenze per le persone fisiche. Questo che cosa significa? Sta ad indicare come i Bitcoin, gli Ethereum e le altre monete virtuali non siano sottoposte a tassazione per chi non sia un’azienda.

Questa esclusione rimane valida solo nel caso in cui non si possa ravvisare in concreto una volontà speculativa. Infatti, nel caso in cui si superino i 51.645,69 euro in depositi e conti correnti, per un periodo di almeno 7 giorni lavorativi, si potranno sottoporre anche questi fondi ad una tassazione.

Criptovalute e tasse per le aziende

Nel caso in cui, invece, ci si chieda quale sia il rapporto tra criptovalute e tasse nel caso in cui si abbia un’azienda oppure si operi comunque come persona giuridica, l’Agenzia delle Entrate specifica come, in tali casi, le plusvalenze che siano state acquisite in moneta virtuale andranno dichiarate e su queste si applicheranno le aliquote necessarie per la tassazione.

Le risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate devono essere prese in considerazione per tutti questi casi ma non ci si dovrà basare solo sulle documentazioni e sulle comunicazioni precedenti. Infatti, in Cina in molti casi è stato escluso il possibile utilizzo dei Bitcoin e anche il nostro Governo potrebbe disciplinare diversamente l’uso delle monete virtuali.

Per comprendere, quindi, in modo corretto come rapportare le criptovalute e le tasse sarà sempre necessario chiedere informazioni al proprio consulente fiscale o al commercialista, evitando, comunque, di speculare a livello finanziario e di utilizzare, soprattutto, la moneta non “fisica” per effettuare operazioni non lecite. Queste, infatti, sono ovviamente vietate anche nel momento in cui vengano realizzate con un mezzo monetario diverso dagli Euro oppure da un altro tipo di moneta estera.

 

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