Dove si prendono le criptovalute, a parte il mining? Esiste un posto in cui è possibile cambiare i bitcoin già posseduti? Esiste, e si chiama Exchange.

Criptovalute: cosa sono gli Exchange e come funzionano?

Per Exchange si intende, in generale, una piattaforma dove è possibile acquistare, o per meglio dire, cambiare bitcoin e criptovalute in genere usando soldi reali. Questa piattaforma si basa su uno scambio reciproco tra utenti attraverso un accordo prestabilito in maniera privata. Insomma, detto in parole estremamente semplificate, gli Exchange sono una sorta di Ebay per bitcoin e criptovalute in genere e si dividono fondamentalmente in 2 tipi.

Occorre sottolineare che la questione criptovalute è ancora molto nuova, perciò non esiste una regolamentazione degli Exchange, il che naturalmente implica rischi non sempre da nulla. Su tutti, il pericolo più grosso per i bitcoin conservati sulle piattaforme Exchange è di venire hackerati. Bisogna poi anche tenere considerazione del fatto che, al pari di una banca, un Exchange ha delle commissioni (in questo caso si parla di commissioni di trading).

Tutto sommato gli Exchange sono diciamo affidabili, ma ci sono punti ombra che hanno iniziato a sollevare questioni alquanto spinose che a un certo punto bisognerà affrontare. Una su tutte, riguarda il metodo della riserva frazionaria.

Criptovalute: cos’è la riserva frazionaria?

Hai mai fatto caso che, nei film a volte capita che il protagonista vada in banca ed esiga di ritirare tutti i suoi soldi in una volta sola e anche subito, sull’unghia? Beh, è possibile farlo … ma non tutti possono. Lo stesso vale per gli Exchange.

Mi spiego meglio. Prendiamo una banca. Una qualunque. Questa banca ha ricevuto in “affidamento” diversi milioni da diversi clienti. Questi clienti a un certo punto decidono di ritirare, tutti insieme, tutti i loro soldi, così si fiondano in banca e iniziano a scalpitare e strillare contro il cassiere perché si dia una mossa … prospettiva improbabile, vero? Questo perché è impossibile che una banca abbia a disposizione sufficienti liquidità per soddisfare tali esigenze. Lo stesso vale per gli Exchange. Si chiama riserva frazionaria.

Per riserva frazionaria si intende quella porzione del patrimonio depositato in banca che la banca mantiene disponibile. Questa somma è pari, generalmente, al 2% del patrimonio totale. Praticamente nulla, giusto? Ecco, gli Exchange fanno solitamente lo stesso. Sebbene tu veda nel tuo conto un tot di bitcoin (o qualunque altra criptovaluta) disponibili, in realtà quello che effettivamente l’exchange mantiene è il 2% di quello che hai versato: se versi 10, ce ne saranno solo 0,2 e via dicendo.

Il nodo della questione non sta tanto nel fatto che tu possa decidere di ritirare tutti i tuoi bitcoin e ritrovarti con nulla, perché quello, siccome solitamente gli Exchange sono molto prudenti, non succede mai. Il dilemma riguarda invece la possibilità che gli Exchange hanno di manipolare le riserve frazionarie, ovvero scegliere una percentuale diversa, e dunque creare un moltiplicatore monetario che, se usato nel modo sbagliato, può portare a un’inflazione. Sono i rischi di un sistema centralizzato, e la ragione per cui molti utenti iniziano a chiedere a gran voce un sistema open source, o uno che quantomeno sia decentralizzato.

Commenti