La blockchain  è inviolabile?

 

Pare di SI’ , la blockchain è inviolabile poiché il primo blocco di Bitcoin risale al 3 gennaio del 2009, quindi 10 anni fa e da allora nessun hacker è mai riuscito a violarla.

Nonostante i vari attacchi subiti, è progettata talmente bene che pare sia impossibile violarla.

 

Rubare bitcoin si può?

 

Premesso che bisogna fare una netta distinzione tra Bitcoin e Altcoin, se la blockchain di bitcoin è inviolabile, così non si può dire per tutte le altre criptovalute.

 

Esistono monete digitali costruite con tecnologie diverse che non garantiscono lo stesso livello di sicurezza, e altre che hanno un livello di protezione inferiore, spesso dovuto a una scarsa decentralizzazione.

 

Inoltre, esistono anche criptovalute non riferibili alla blockchain, ma su altre forme di registro:

Quindi ,essendo il quadro piuttosto complesso, quello che vale per i bitcoin non necessariamente vale anche per le altre criptovalute

 

Concentriamoci quindi solo sui bitcoin i cui veri punti deboli sono due:

i wallet e gli exchange.

I wallet sono dei contenitori virtuali nei quali conserviamo i nostri token.

 

Sono strumenti cosiddetti “offchain“, cioè che funzionano all’esterno della blockchain, anche se interagiscono con essa.

Pertanto i wallet non sono protetti dalla inviolabilità della blockchain, visto che non ne fanno parte. Sono strumenti terzi esterni, e quindi vulnerabili..

 

Quindi i wallet sono attaccabili dagli hacker?

 

Non lo sono tutti allo stesso modo, ed è conveniente proteggersi con cura per ridurre al minimo il rischio. Ma se un hacker viola un wallet può rubare tutti i token.

Ecco perchè, anche se la blockchain è inviolabile non ha il potere di fermarli.

Una volta entrati nel wallet gli hacker possono prelevare i vostri token, inviarli ad un loro wallet e il gioco è fatto.

 

Un discorso simile si può fare per gli exchange

 

Per gli exchange vale lo stesso ragionamento fatto prima, con un’aggravante: la stragrande maggioranza degli exchange gestisce i fondi dei propri clienti senza garantire loro il pieno possesso, o la proprietà.

Quindi il cliente non ha strumenti per proteggere i propri soldi su un exchange: può solo sperare che l’exchange abbia valide protezioni.

Non è un caso che i maggiori furti di criptovalute siano stati perpetrati proprio a danno di siti di exchange,( vedi il famigerato fallimento di Mt. Gox nel 2014).

Un hacker non attaccherà la blockchain per poter rubare dei token: gli sarà più facile violare un wallet o un exchange.

Il consiglio che in genere si dà a chi deve conservare i propri token è:

1) di non tenerli mai per lungo periodo in wallet online le cui chiave private sono gestite da qualcun altro, come nel caso degli exchange.

2) bisogna conservarli su wallet di proprietà di cui si dispone in via esclusiva di tutti gli accessi, chiavi private in primis.

Ovviamente, ça va sans direnon date mai a nessuno le vostre chiavi private.

Sarebbe come spalancare la porta di casa vostra ad un ladro!

 

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