La ritenuta d’acconto è una forma di accordo lavorativo che si attua tra due parti. Il datore di lavoro ed il lavoratore che presta lavoro occasionale per breve tempo. Generalmente è utilizzata da chi non ha un’entrata fissa e occasionalmente procede ad un lavoro per dei clienti senza che questo sia continuativo e prolungato nei mesi.

Come funziona la ritenuta di acconto

Cerchiamo di capire in modo semplificato come funziona il lavoro con ritenuta d’acconto. Prima di fare un lavoro si presenta generalmente un prospetto di compenso. Nel caso si scelga di utilizzare la ritenuta d’acconto come mezzo di contratto lavorativo, nel calcolo deve essere inserito il netto che si vuole ricevere per il lavoro e la percentuale di denaro che andrà poi versata all’erario.

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Il versamento delle tasse avviene da parte del cliente che viene chiamato a ricoprire la carica di sostituto di imposta. In pratica il cliente paga le tasse per tuo conto e lo deve fare entro il 16 del mese successivo all’emissione della ritenuta.

Conviene lavorare con ritenuta d’acconto?

Questa è una domanda che ci si pone spesso, soprattutto quando si inizia a lavorare e si vuole regolamentare la propria attività. Inizialmente si tende ad orientarsi verso l’apertura di una partita iva, magari di quelle con agevolazioni fiscali, o la formalizzazione del rapporto di lavoro tramite la ritenuta di acconto.

Non è difficile sentire persone che promuovono la ritenuta di acconto perché considerata una modalità per pagare meno tasse e raggirare il fisco. Per certi versi è così ma il discorso regge solo se le collaborazioni di lavoro sono poche e distanziate e soprattutto nel caso in cui l’importo che si riceve non è molto alto.

Non conviene molto se si hanno più collaborazioni con lo stesso cliente o più collaborazioni con vari clienti durante un anno. Queste vanno infatti a creare una mole di lavoro continuato e continuativo nel tempo. I vantaggi delle ritenuta di acconto arrivano solo se si tratta di effettive prestazioni occasionali.

La convenienza della ritenuta di acconto la si riscontra su un fatturato annuo che non supera i 4.800 euro lordi, soglia economica che viene stabilità dall’Agenzia delle Entrate. In questa fascia di reddito, la percentuale di tasse che si paga è generalmente del 20% anche se può essere del 30% nel caso di persone non residenti in Italia oppure se si tratta di vendita di diritti per opere di ingegno.

E’ comunque possibile adottare la ritenuta di acconto anche se si superano i famosi 4.800 euro purché si tratti comunque di prestazione occasionale e non di lavoro continuativo che, secondo la norma, non dovrebbe superare 30 giorni annuali

Lavorare con la ritenuta di acconto inoltre non presuppone alcun versamento ai fini pensionistici se si guadagna al di sotto dei 4.800 euro lordi annui. 

Vantaggi della ritenuta di acconto

Dopo questa introduzione, ecco quali sono i vantaggi di lavorare con la ritenuta di acconto:

  • puoi iniziare a lavorare senza un contratto o una posizione fiscale
  • non sei vincolato a nessun datore di lavoro
  • sotto una certa soglia, paghi poche tasse

Svantaggi delle ritenuta di acconto

Ci sono anche alcuni svantaggi della ritenuta di acconto che vanno considerati prima di sceglierla:

  • non sei tutelato a livello Inps
  • non puoi scaricare nessuna spesa legata alla tua attività lavorativa

con un maggiore guadagno paghi molte tasse rispetto ad una partita iva.