Migranti, immigrati, clandestini, richiedenti asilo. Sono solo alcuni tra i tanti appellativi con i quali vengono nominati quegli uomini che attraversano il mare Mediterraneo su imbarcazioni di fortuna per giungere in Italia ed in Europa attraverso il nostro paese.

Già solo questa pluralità di termini chiarisce bene la mancanza di uniformità di giudizio nei confronti di un fenomeno che ha fatto della disinformazione un tratto caratteristico di fronte al quale appare ben difficile districarsi.

I migranti

La crisi economica mondiale e i migranti sono i due argomenti che con maggiore frequenza cavalcano i titoli dei nostri giornali e telegiornali nell’ultimo decennio. Sono poche, infatti, negli ultimi anni, le notizie che possono aver avuto la capacità di distrarre l’opinione pubblica da questi due argomenti. Tra questi, per esempio, c’è il terrorismo di matrice islamica il quale, però, non può certo considerarsi disgiunto dal fenomeno dell’immigrazione proveniente dai paesi del continente africano.

Nel nostro forum è molto presente, quasi onnipresente, il tema della crisi economica e finanziaria. Affrontiamo quindi oggi il tema dei migranti e di tutte quelle storture che, anche a causa di una sapiente campagna di disinformazione, ne rendono il processo sempre meno comprensibile.

La disinformazione

Una campagna di disinformazione che si propaga tanto a livello nazionale quanto internazionale, con coinvolgimenti che partono addirittura dall’Onu. Non sono certo di oggi le polemiche legate al fatto che, secondo alcuni, il processo di immigrazione che riguarda ormai tutto il continente europeo, ma non solo, sarebbe stato addirittura pianificato ed orchestrato dai “piani alti” delle Nazioni Unite. Pianificazione che avrebbe origine non certo nel nuovo millennio, bensì già a partire dalla metà degli anni ’70! Un processo redistributivo internazionale che, a quanto pare, avrebbe ben poco di casuale.

Chiusi nel nostro mondo, per quanto ormai globalizzato, però, paiamo non accorgerci che questo fenomeno ha sempre più assunto un carattere mondiale. Dall’Africa verso l’Europa e i paesi del medioriente petrolifero, dal sud al nord America, all’interno dell’Asia con migrazioni tra stati che riguardano numeri forse anche maggiori di quelli che ci riguardano.

Ed è proprio qui che anche i due grandi argomenti dei nostri giorni, la crisi economica e l’immigrazione, si fondono. Può un continente come l’Europa, da oltre un decennio ormai vittima di una crisi economica e finanziaria senza precedenti e piegato ormai da un’involuzione che pare non aver fine accogliere, sfamare e far intravvedere un futuro a decine di milioni di esseri umani che vi si riversano alla ricerca della prosperità?

La campagna di disinformazione riguarda l’argomento a 360 gradi. Le domande si moltiplicano e trovano sempre meno risposte plausibili. Da dove nasce questo fenomeno? Da quando, poi?

Questa trasmigrazione è stata dai paesi d’origine subita, agevolata od addirittura invogliata? I paesi riceventi sono davvero così inermi e subiscono passivamente questi flussi?

E’ vero che questi uomini forniscono ormai alla nostra società quella manodopera di cui paiamo avere drammaticamente bisogno (anche a fronte di una capacità produttiva drasticamente ridotta)?

E’ vero, infine, che dietro questo fenomeno ci sarebbero delle speculazioni economiche che arriverebbero addirittura a riguardare le stesse ONG che dovrebbero invece limitarsi ad un supporto in caso di accoglienza?

Domande, depistaggi, disinformazione che hanno fatto di quello dell’immigrazione un fenomeno sempre più dibattuto e controverso.

migranti

Commenti