Sembrerebbe possibile risparmiare con il divorzio dopo la Sentenza 11504 del 10 maggio 2017 della Corte di Cassazione.

 Era l’inizio degli anni ’70. I tumulti ideologici che avevano segnato, in realtà più nel resto d’Europa che non in Italia, usi, costumi e mentalità delle persone hanno però lasciato, nel nostro Paese, un segno indelebile per quanto riguarda il diritto di famiglia.

Era infatti proprio nel 1970 che il Parlamento italiano, dopo una prolungata mediazione svoltasi all’interno di tutto l’arco politico che vedeva sulle barricate soprattutto i membri della ormai defunta Democrazia Cristiana, approvò una legge che, giunta sostanzialmente immutata fino ai giorni nostri, garantiva al coniuge economicamente più debole la corresponsione di un assegno che ne garantisse “in perpetuo” il mantenimento dello stesso tenore di vita goduto in costanza di matrimonio.

Risparmiare con il divorzio?

Fu, questa, una delle condizioni che la DC richiese ed ottenne per far si che la legge sul divorzio potesse venire alla luce.

Una sfumatura non da poco che creò una vera e propria frattura tra quelle che, da allora, potranno essere viste e considerate come due parti economicamente opposte che fuoriuscivano dal matrimonio.

Il trascorrere dei decenni, però, ha portato alla luce innumerevoli casi di uomini (solitamente usciti dal matrimonio come parte economicamente forte) i quali, a seguito del divorzio, hanno spesso faticato a mantenere uno stile di vita anche solo umanamente “decente”, finendo spesso al limite della mancanza di autosussistenza. Vedi anche come puoi risparmiare.

Nel corso degli anni, poi, tanto è cambiato dal punto di vista del lavoro e del ruolo femminile all’interno della società moderna occidentale, così come è spesso cambiato il ruolo dell’uomo all’interno del nucleo famigliare.

Se, ancor oggi, non si può parlare di parificazione uomo/donna, certo non si può dire che la cornice sociale rispetto a quella degli anni ’70 non sia cambiata.

La storica Sentenza numero 11504 della Corte di Cassazione pare recepire in toto questi cambiamenti epocali andando a modificare radicalmente gli indici in base ai quali possa ritenersi legittima la richiesta dell’assegno di mantenimento.

Che si apra la strada per risparmiare con il divorzio?

Nuovi indici

Non si potrà più tenere conto del concetto di tenore di vita in costanza di matrimonio ma ci si dovrà invece rifare a quello dell’autosufficienza.

Per valutare la sussistenza dell’indipendenza economica da parte del coniuge, si dovrà tener conto di determinati indici dai quali non si potrà derogare.

In primis si dovrà valutare la sussistenza di redditi di qualunque specie, il possesso di cespiti patrimoniali mobiliari ed immobiliari oltre al costo della vita nel luogo di residenza.

Saranno poi fondamentali la capacità e la possibilità di avere un lavoro personale in relazione ad età, sesso e condizioni di salute oltre alla disponibilità di una casa di abitazione.

Una vera e propria rivoluzione copernicana che non riguarda solo e strettamente il mero istituto del divorzio ma una intera branca della società e del sentire comune che spesso si è sentito a disagio con l’ormai obsoleto concetto del “tenore di vita”.

Una rivisitazione sostanziale della normativa che non mancherà di creare stravolgimenti futuri oltre a revisione di molteplici situazioni pregresse che si credevano già stabilizzate.

 risparmiare con il divorzio

 

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