Secondo dati Eurostat 2016 solo il 26,2% dei giovani fra i 30 e i 34 ha un titolo di studio universitario, il che è un grosso passo in avanti rispetto al 13,1% del 2002, ma ancora molto lontano dalla media europea, che sfiora il 40%. Complice di questa tendenza sono, prima di tutto e soprattutto, le tasse universitarie. L’Italia è uno fra i paesi con il più alto costo per l’istruzione superiore, dunque non sorprende che molti giovani scelgano di non intraprendere una carriera universitaria. Tuttavia, non molti sanno che esistono diversi modi per risparmiare sulle tasse universitarie, e tutti abbastanza semplici da applicare.

DSU, risparmiare sulle tasse universitarie

La parola d’ordine qui è borsa di studio. Presentando regolare domanda di borsa di studio all’ente regionale per il diritto allo studio universitario, infatti, è possibile usufruire di una esenzione totale dalle tasse universitarie, oltre che, generalmente, di quella regionale per il diritto allo studio. L’entità della borsa di studio e i servizi a essa legati dipendono dall’ente regionale per il diritto allo studio: alcuni, come l’Ardsu Toscana, offrono vitto e alloggio a titolo gratuito, oltre che una somma percepibili in due rate, oltre che diverse altre agevolazioni, agli studenti fuori sede che risultino vincitori di borsa di studio nella graduatoria annuale pubblicata a fine settembre, mentre l’ente per il diritto allo studio del Lazio preferisce liquidare la somma dei servizi associati alla borsa di studio, così da dare allo studente l’opportunità di usufruirne come crede. Ciascun ente regionale presenta il proprio bando ogni anno, e il regolamento può variare in base a esso.

ESONERI, Risparmiare sulle tasse universitarie

Se non rientri fra gli idonei alla borsa di studio, per risparmiare sulle tasse universitarie puoi comunque richiedere un esonero parziale, oppure una riduzione, in base alla fascia di reddito in cui ti trovi.

Si parla in questi casi di ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) e IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche), ovvero i dati sul patrimonio mobile e immobiliare. Lo studente deve presentare tali dichiarazioni (facilmente richiedibili dal proprio commercialista, o comunque al CAF di competenza), in modo che l’università possa calcolare la somma che lo studente pagherà. Naturalmente tali esoneri e agevolazioni variano in base alla facoltà e all’ateneo, sia perché ciascuna facoltà ha la sua somma prefissata di tasse universitarie (ad esempio, la facoltà di medicina costa di più rispetto a quella di lingue), sia perché ciascuna università decide per sé.

Il reddito a cui ci si riferisce per risparmiare sulle tasse universitarie, in ogni caso, comprende tutto ciò che si possiede (case, auto ecc.), il reddito percepito annualmente (che sia stipendio o pensione) e il reddito proveniente da terreni e fabbricati. A ciò va sommato un 20% per i beni immobili. Per sapere se i propri parametri rientrano nelle fasce agevolate, occorre consultare il sito dell’università.

MERITO, risparmiare sulle tasse universitarie

Chi si diploma con votazione di 100/100 ha diritto ad una esenzione dalle tasse universitarie per il primo anno, alcune università offrono agevolazioni per i diplomati con 95/100. Per il resto, mentre per mantenere la borsa di studio occorre raggiungere un certo numero di crediti (variabile in base all’ente regionale per il diritto allo studio), le università si basano sulla media, generalmente 27/30, ma dipend